Mentalità vincente. Come crearla  nella testa del giovane atleta?

In questo blog (in tanti articoli precedenti) pongo in evidenza alcuni aspetti su cui insisto per allenare la mente, soprattutto, dei giovani atleti.

Il primo step è la connessione mente-corpo. La consapevolezza della fisicità adolescenziale, delle enormi potenzialità che, rischiano di rimanere inespresse.

Bisogna far capire al giovane atleta che mente e corpo rappresentano un tutt’uno, da allenare quotidianamente con tanta fatica e sudore, perseverando.

Solo in questo modo nelle menti dei futuri campioni si pongono basi solidissime, indispensabili, per far crescere in loro autostima, convinzioni e stimoli continui.

Sulla connessione mente corpo e su come attivarla puoi leggere il mio blog sull’allenamento Zen dei giovani atleti cliccando su questo link. https://www.dmpersonalcoach.it/2018/07/13/lallenamento-zen-dei-giovani-atleti/

La pratica quotidiana con gli adolescenti che seguo, mi impone alcune riflessioni utili a capire bene i ragazzi.

Questi appunti, allo stesso modo, mi permettono di aggiornare continuamente il metodo, adattando strumenti e tecniche che utilizzo a seconda delle varie esigenze di ciascuno.

Un aspetto fondamentale che coinvolge la grande maggioranza dei ragazzi è l’atteggiamento posturale sbagliato. Come è facile intuire, assolutamente deleterio, soprattutto in prospettiva futura.

La postura degli adolescenti nasce dal modo in cui comunicano con se stessi e di conseguenza con gli altri.

I nostri ragazzi, all’inizio dell’adolescenza, in pochi mesi, si ritrovano a essere adulti ma con pensieri da bambini. Il loro corpo in trasformazione diventa una sorta di totem da nascondere.

Ecco che, disorientati, spiazzati e impauriti, con le spalle tendono a chiudersi, incurvandosi.

Nelle loro menti registrano la postura errata come corretta, perché comoda. Sicche’ anche davanti allo specchio si vedono “bene”.

Ma in realtà sono curvi.

Come porre rimedio?

È necessario associare al training fisico, l’allenamento mentale mirato ad assumerne la postura da vincente. Nello specifico, attivando il loro dialogo interno.

Bisogna renderli consapevoli che parlare con se stessi è normalissimo e che facendolo nel modo migliore (ovvero incoraggiandosi continuamente) è la prima prerogativa dei vincenti.

La qualità del dialogo interno determina il lavoro che si fa sugli stessi obiettivi che i ragazzi si pongono. Altro che motivazione propinata dai vari social guru da strapazzo.

La motivazione in pillole è una bufala clamorosa.

Creare una mentalità vincente nella testa dei giovani atleti significa l’esatto opposto. Solo l’auto motivazione attiva stimoli continui e rende raggiungibili gli obiettivi.

Solo la grinta, intesa come impegno, fatica e sudore, traccia il percorso verso il successo. E questo passa necessariamente attraverso la passione che i ragazzi nutrono per il proprio sport.

Una passione, per loro, da vivere nel presente, in ogni attimo della loro giornata ma che rappresenta allo stesso modo una grande opportunità lavorativa, di realizzazione futura.

Come creare, dunque, una mentalità vincente nella testa dei giovani atleti?

Iniziando a curare la loro postura, il modo in cui comunicano con se stessi, davanti allo specchio, in campo, in palestra e nella loro quotidianità.

Daniele

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