Dalle trappole emotive alle condizioni psicofisiche ottimali per vincere.

Cosa succede nella mente dei nostri ragazzi quando nel pieno dell’adolescenza, spesso, sembrano essere da tutt’altra parte tranne che in gara o in allenamento?

Dalle mie ricerche e soprattutto grazie all’esperienza maturata sul campo con tanti giovani atleti (dai 12 anni ai 18), in risposta alla domanda di cui sopra, emerge una sindrome specifica.

La cosiddetta trappola della “mente scimmia”. Una pericolosa insidia che rischia di diventare patologica e di bloccare, allo stesso modo, le potenzialità di tanti giovani atleti.

Noi addetti ai lavori, dobbiamo mettere i ragazzi nelle condizioni ottimali per eccellere, per vincere. Per cui, dobbiamo conoscere e fronteggiare anche questa psico trappola così complessa.

In sintesi, di che si tratta?

I pensieri scimmia ? che intrappolano i giovani atleti sono i chiacchiericci interiori che, nella loro testa, saltano da un argomento all’altro come fa una scimmia da un albero all’altro.

Un litigio con la ragazza o il ragazzo, con uno dei genitori, un amico/a, compagno/a ecc. genera i cosiddetti pensieri scimmia. Pensieri che si annidano nella testa dei ragazzi (ma anche degli adulti) e si tramutano in simulazioni di conversazioni.

Pianificando così vere e proprie interazioni. Spesso i ragazzi sembrano essere da tutt’altra parte con la testa perché in realtà lo sono davvero. Continuano, cioè, il litigio dentro di sé, anche per intere giornate.

In queste interazioni stimolate dai pensieri scimmia prevedono ciò che pensa l’altro con cui si è discusso e pianificano le possibili risposte.

Sono talmente impegnati in queste loro interazioni interiori da assentarsi in automatico, ovvero, non se ne rendono nemmeno conto.

È possibile eliminare questa psico trappola dalla testa dei ragazzi?

Certo che si. Ovviamente uscirsene con il più scontato del “non devi pensare al litigio ecc” è assolutamente inefficace se non controproducente.

Per creare la condizione emotiva ottimale, in grado di fronteggiare anche simili psico trappole, bisogna pianificare una preparazione mentale ad hoc.

Un allenamento mentale quotidiano grazie al quale il giovane atleta acquisirà nuove abitudini in grado di trasformare anche i pensieri scimmia in stimoli positivi.

Con tecniche, strumenti ed esercizi mirati si possono attivare azioni di rinforzo e protezione che il giovane atleta crea dentro di sé nella propria Zona zen.

Un luogo ideale, un universo intimo di cui ho già scritto in precedenti blog e che ti invito a rileggere iniziando dall’allenamento zen dei giovani atleti.

Clicca qui ?https://www.dmpersonalcoach.it/2018/07/13/lallenamento-zen-dei-giovani-atleti/

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