Ansia o intuizione? Cosa sente davvero un giovane portiere

C’è una domanda che molti genitori di giovani portieri — e più in generale di giovani atleti — si fanno:

“Perché mio figlio in allenamento dà il massimo e in partita sembra bloccarsi? E spesso nemmeno lui sa spiegare cosa gli succede?”

Una possibile risposta parte dal corpo.

In partita il ragazzo può sentire il cuore accelerare, il respiro cambiare, lo stomaco chiudersi, le gambe più tese.

La conclusione più immediata è:

“È ansia.”

Ma non è detto.

Uno degli aspetti più interessanti dell’allenamento mentale è imparare a distinguere un’attivazione che blocca da un’attivazione che prepara all’azione.

Perché il corpo può mandare segnali molto simili.

Battito accelerato, tensione muscolare, maggiore vigilanza, variazioni del respiro e sensazioni viscerali possono comparire sia quando il ragazzo entra in una spirale di preoccupazione, sia quando il suo cervello sta riconoscendo rapidamente qualcosa nella situazione.

La fisiologia, da sola, quindi, non basta.

La domanda utile non è soltanto: “Perché sei agitato?”

Ma: “Quello che senti ti sta portando fuori dall’azione oppure ti sta preparando a entrarci meglio?”

Quando l’attenzione va sull’errore, sul giudizio, sulla paura di sbagliare e sul controllo eccessivo di sé, l’attivazione può trasformarsi in blocco.

Quando invece porta il ragazzo a osservare meglio, leggere il gioco e preparare una risposta, può diventare una risorsa.

È qui che entra in gioco l’interocezione: riconoscere ciò che accade nel corpo senza trasformare automaticamente ogni sensazione in una minaccia.

Nelle nostre sessioni di mental coaching per giovani portieri, lavoriamo proprio su questo:

Il corpo manda segnali. La mente dà loro un significato. Il portiere torna al compito.

Se tuo figlio in allenamento sembra libero e in partita si trasforma, forse la domanda non è solo “come faccio a farlo calmare?”

La domanda potrebbe essere: “Ha imparato davvero a capire cosa gli succede quando la partita cambia il suo stato?”

Contattami per capire come lavoriamo sull’allenamento mentale specifico del giovane portiere.

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