19.09.21. Cefalu. Pellegrinaggio Zen. Santuario di Gibilmanna.
Percorso stimato dal mio hotel al Santuario: 12,5 km per salire fino a circa 800 mt sopra il livello del mare, e altrettanti al ritorno, naturalmente.
Parto alle ore 8.00, ย il mio obiettivo รจ arrivare su per per le 11.00, orario previsto della Santa Messa.
Il Pellegrino Zen che cโรจ in me, giร dai primi passi si allinea al messaggio di Papa Francesco che predica: โritrovare la pace nel volto dellโunico Dioโ. Frase che in questo strano periodo della mia vita, orienta i pensieri piรน deleteri e mi riscaldaย il cuore.ย
Essere Zen significa farsi mille domande e seguire un percorso di crescita cosรฌ intimo che a definirlo, probabilmente, perderebbe il valore spirituale e il messaggio recondito. La fede cristiana e la โcroceโ che porto addosso, ย fino a qualche giorno fa era metafora di โqualcosโaltroโ.
Passo dopo passo, in salita, questa croce pesa come un macigno. In realtร , so bene che il peso รจ la fede stessa in un unico Dio. Io ci credo e per questo evito di tirare in ballo il Dalai Lama o Papa Francesco.
Alzo lo sguardo al cielo e imploro: โrivoglio il mio entusiasmo. Dio mio ridammi il mio entusiasmoโ. Giร – entusiasmo – dal greco en (dentro) e theรฒs (Dio). Il Dio dentro, pensa un poโ. Certezza Zen.
Subito dopo la prima pausa per bere e buttar giรน una barretta, salgo spedito per stare dentro lโobiettivo della messa al santuario. La spiritualitร del cammino mi mette subito alla prova rispetto a ciรฒ che predico quotidianamente: lโintelligenza emotiva.
Mi spiego meglio. Due cani a breve distanza mi riportano alla realtร con la piรน classica delle emozioni: la paura. Abbaiano e inveiscono contro il mio voler proseguire a tutti costi da non lasciarmi scelta. Aggredisco io loro. Urlo e accenno di corrergli incontro. La paura si รจ trasformata in coraggio, i due cani invertono il loro senso di marcia e spariscono ben presto dalla mia visuale.
Arrivo al Santuario.
Sono le 11.15 la messa allโaperto รจ iniziata ma faccio in tempo per riflettere sulle parole del parroco: โbisogna mettersi al servizio dellโaltro e non servirsene. Cari fratelli-prosegue- iniziate il vostro camminoโ. Ironia della sorte, si celebra un matrimonio. Gioacchino e Concetta, siate felici.
Sorrido, canticchio lโagnello di Dio (senza troppa convinzione lo confesso), attendo la benedizione ed entro finalmente al santuario.
Papa Francesco, lo confesso, ho sentito Dio, piรน vicino a me, dentro me, salendo tra i boschi delle Madonie che qui dentro in questo meraviglioso Santuario.
Riprendo il cammino. Scendendo a 4 km cโรจ una locanda dove cercherรฒ ristoro.
La fine del cammino, ย 8,5 km scendendo in scioltezza?
Tanta stanchezza e felicitร .
daniele





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