Domenica 30/10/22 ho assistito a una bellissima gara del campionato di calcio under 15 tra Città di Trapani e Città di Carini. Prima dell’inizio della partita scrissi questo post sui social: L’avversario più temibile del giovane calciatore non è schierato dall’altra parte del campo, ma gioca nella sua testa, prima, durante e dopo la partita.

I ragazzi granata dell’under 15 trapanese, che seguo come mental coach o meglio mister della mente, sono stati protagonisti in campo di una bellissima rimonta che li ha visti andare sotto di due reti, azzerare lo svantaggio iniziale e sfiorare nel finale la clamorosa vittoria.

L’avversario più temibile del giovane calciatore lo riconosci innanzitutto dalla sua postura in campo, durante il riscaldamento, nelle fasi iniziali della partita e soprattutto, nei momenti di recupero psicofisico. Facile immaginare che in seguito allo 0 -2 iniziale la postura di tanti ragazzi granata in campo raccontasse di paure, di modalità controproducenti in cui le loro menti e di conseguenza l’attenzione del gruppo si fosse focalizzata più sugli avversari che sulle qualità dei singoli e del proprio gioco collettivo.

Negli spogliatoi, d’accordo con il mister, con il quale condividiamo anche la comunicazione con i ragazzi e con i genitori, ho aggiunto poche parole al suo discorso motivazionale.

“Ragazzi, -ho detto-, avete sperimentato sulla vostra pelle cosa significa avere paura. Normalissimo avere paura. Pensateci bene, sono loro i più forti o scendendo in campo siete in grado di batterli? Avete le qualità per farlo, aiutatevi l’un l’altro e giocate come sapete fare. Ognuno di voi sa giocare a calcio nel ruolo che vi ha dato il mister e lo sa fare bene. Aiutatevi in ogni momento di questo secondo tempo e divertitevi”.

Bene, si sono divertiti rimontando lo 0-2 iniziale, sfiorando nel finale addirittura la vittoria. Risultato a parte che per dovere di cronaca poteva condurre alla vittoria anche i palermitani del Carini, la domanda è questa: qual è l’avversario più temibile di ogni singolo giovane calciatore?

Di certo si annida nella sua mente rendendosi protagonista di un vero e proprio gioco interiore definito, dall’autore – inventore, per l’appunto, INNERGAME. ( https://www.amazon.it/Inner-Game-Tennis-ultimate-performance-ebook/product-reviews/B00OTU5K4I?pageNumber=2

Un dialogo interiore mentale che orienta la postura, i movimenti, le azioni e i gesti tecnici del giovane calciatore, il quale, gioca e si rende protagonista di due gare, la prima nella sua mente con tutto ciò che si ripete, con la propria comunicazione interna e la seconda in campo.

Quanto incide la prima gara sulla seconda?

Domanda retorica la cui unica risposta che so dare si rifa’ al mio metodo di mental coaching. https://www.dmpersonalcoach.it/mental-coaching-giovani/

Dimenticavo. In questo gioco interiore che condiziona le performance del giovane calciatore c’è un’altra arena coinvolta: la tribuna dei genitori. Un’arena in cui ogni domenica tanti, troppi genitori urlano “consigli” ai loro beniamini che personalmente faccio fatica a riproporre. Un’arena in cui, ogni maledettissima domenica genitori delle opposte fazioni se ne dicono di tutti i colori . . .

Riformulo la domanda e chiudo:

qual è l’avversario più temibile del giovane calciatore?

PS articolare e formulare la domanda anche al plurale.

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