La mente è una fascia muscolare e come tale va allenata.

Allenare la mente per essere atleti mindful. No, tranquilli non si tratta di uno di quei messaggi promozionali, autoreferenziali, utili solo per marchettare con se stessi e farsi belli davanti a social specchi di facciata.

Il fine ultimo del Coaching e della preparazione mentale nello sport è condurre l’atleta verso i propri livelli di eccellenza. Il Coach mette l’atleta nelle condizioni ideali affinché egli stesso gestisca emozioni, umori, stati d’animo, interferenze e strategie per il successo.

Spesso ci si affida a un Mental Coach perché si ha un “problema” e si cerca una sorta di alternativa alla psicoterapia. Qualcosa di più pratico e meno convenzionale.

Coaching per risolvere un problema? Piuttosto per eccellere

Il Coaching in Italia non è disciplinato e da un albo o una legge, probabilmente mai lo sarà del tutto (nonostante le associazioni di categoria predichino l’esatto opposto). Ciò autorizza chiunque a fare un po’ come gli pare.

Confrontandomi con tanti colleghi devo ammettere che troppo spesso il metodo del Coaching più utilizzato tende ad addentrarsi nei meandri della terapia o della psicologia dello sport (per rimanere in tema).

Per questo, tanti Coach risultano noiosi, poco credibili e soprattutto tutt’altro che professionisti (professionali). Almeno ai miei occhi. Per il mio modo di intendere il Coaching.

Il Coaching secondo me.

Il Mental Coaching è un percorso programmato ad hoc, grazie al quale l’atleta allena la propria mente come fosse una fascia muscolare. In sintesi con il Coaching si sviluppa:

✅ il muscolo cognitivo dell’attenzione

✅ il tessuto muscolare della connessione mente – corpo

✅ il muscolo della Resilienza

Con gli atleti con cui lavoro, soprattutto con i più giovani, mi focalizzo essenzialmete su questo. Adattando il metodo alle caratteristiche, alle attitudini degli atleti che decidono di affidarsi a me.

Anche i più piccoli si preparano a diventare atleti mindful

Il Coaching è energia e vitalità. È Movimento. Crescita personale. Cambiamento. Il Coaching è percezione e consapevolezza della propria fisicità, dei limiti auto imposti dalla mente e del modo in cui la stessa debba essere convinta per superarli. Per eccellere.

La mia cassetta degli attrezzi è organizzata con tecniche e strumenti sperimentati in primis su di me, sul mio essere atleta mindful. Difatti, uno strumento che non manca mai è proprio la Mindfulness.

Cos’é la Mindfulness?

Una tecnica che ti permette di essere focalizzato solo sul momento presente. Di essere con il corpo e la mente sempre in campo durante gli allenamenti o le gare. Spesso i giovani atleti [e non solo] non raggiungono livelli di eccellenza proprio perché sono presenti fisicamente ma con la testa chissà dove.

Con il Mental Coaching (o meglio con il metodo che seguo) l’atleta, dunque, non risolve solamente un problema. Diventa piuttosto un ATLETA  MINDFUL.

Ovvero?

L’atleta si allena con me a creare e, di volta in volta, a trovare un luogo tranquillo dentro di sé. Un luogo dove far scorrere pensieri ed emozioni che possono avere risvolti negativi sulle proprie performance. Un luogo dove poter agire e dar libero sfogo alle proprie potenzialità.

Uno spazio mentale per gestire dialogo interno, strategie, umori, stati d’animo, interferenze e stress.

Un luogo ideale in cui allenare il muscolo cognitivo dell’attenzione  che determina concentrazione e allo stesso modo il picco psicoemotivo per la prestazione eccellente. Unico viatico per il successo.

Esiste un  modo per non essere focalizzati solo  sul risultato finale?

Si. Allenare la mente e diventare atleti mindful

Daniele

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