La Resilienza nella pratica calcistica.

La Resilienza. Vissuta sulla mia pelle, insegnata e scritta. Da Football Mental Coach, oggi, la presento come attività pratica calcistica.

Il calcio, la grande passione della mia vita e la Resilienza, questa straordinaria forza del carattere insita in ognuno di noi, figuriamoci nei calciatori.

Resilienza: attività pratica calcistica, si d’accordo, ma di che cosa si tratta nello specifico?

Consiste in un metodo che il calciatore professionista segue affinché acquisisca una fede incrollabile in se stesso. Credere di potercela fare sempre e comunque.

Rialzarsi tutte le volte che crolla e farlo ogni volta con una consapevolezza nuova: essere diventato migliore.

Si legge di tutto sui calciatori professionisti che si rivolgono sempre più spesso ai “motivatori” per far fronte alle più svariate situazioni di vita calcistica e non.

Dal crollo emotivo per una pessima condizione fisica, alla gestione della fase di recupero da un infortunio. Dal controllo della vita privata alla solitudine, fuori dal campo, che attanaglia, di conseguenza, anche certi fuoriclasse.

È il caso di Dybala che, su Vanity Fair dichiara di essere felice solo quando ha un pallone tra i piedi.

Tristezza, solitudine,rabbia, insieme ai tanti aspetti in cui si manifesta la paura, sono le emozioni universalmente più vissute.

Ho imparato sulla mia pelle che essere “motivatori” significa poco o nulla, perché la motivazione è un training molto intimo che il calciatore sceglie di seguire, lavorando su se stesso, grazie al supporto del suo coach.

Io non sono un “motivatore”. Io sono un Football Mental Coach che lavora sulle leve motivazionali del calciatore professionista.

Ho imparato sulla mia pelle che definire “negative” le emozioni di cui sopra, sarebbe riduttivo e soprattutto controproducente.

Che se ne fa un calciatore o un addetto ai lavori, allenatore, procuratore o dirigente che sia, di una circoscritta descrizione, quando le gambe non girano e la testa è in tilt?

Allenare la Resilienza significa andare oltre ogni plausibile definizione e condurre il giocatore dentro il suo stesso stato emotivo.

Fare in modo che adatti la sua fisicità alle emozioni che vive in quel preciso momento, consapevole che tutto questo è indispensabile per esprimersi al massimo delle proprie potenzialità.

Le paure, i momenti di tristezza e solitudine, la rabbia per un goal fallito o la beffa per un infortunio, si possono trasformare in energia purissima, funzionale allo stato di massima Performance auspicato.

Ci sono momenti difficili nella vita e nella stagione di un calciatore che fanno parte del percorso. Riconoscere, gestire e trasformare le emozioni, affrontando le avversità è una componente essenziale dell’allenamento per il successo.

Come si allena, dunque, la Resilienza in un calciatore, soprattutto, durante la gara?

Con intelligenza emotiva.

Bisogna prepararlo ai vari momenti della partita, quando con la sua squadra passa da uno stato emotivo all’altro, per rimontare, per difendere o per imporsi sull’avversario.

Condivisione e gestione dello stato emotivo del team

Il calciatore deve preparare la sua mente affinché si adatti anche fisicamente al tema della gara. Per essere pronto a reagire nei momenti topici o in relazione al tema tattico che l’interpretazione della gara stessa richiede.

Per fare ciò, così come segue una preparazione fisica, si prepara tecnicamente e tatticamente, deve preparare a dovere anche la mente.

Grazie a macro-micro e mesocicli di preparazione Mentale, previsti nel mio metodo, il calciatore allenerà anche la Resilienza.

Per un training specifico e personalizzato, utilizzo la cassetta degli attrezzi del Football Mental Coach.

Si tratta di tecniche e strumenti come le visualizzazioni, gli ancoraggi, l’attivazione della concentrazione e l’utilizzo del dialogo interno strategico.

Per info più dettagliate contattami qui, sui social o chiama al 320 6464884

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